Mimica

Autore: Sebastian Fitzek

Anno di pubblicazione: 2022, con Fazi 2025

Casa Editrice: Fazi Darkside

Giudizio complessivo: ❤️❤️❤️❤️🤍 (4,5/5)

Se c’è una cosa che Sebastian Fitzek sa fare meglio di chiunque altro, è prendere le nostre certezze più solide e frantumarle in mille pezzi già nel primo capitolo. Con la sua ultima fatica, “Mimica”, il re del thriller psicologico tedesco non si limita a scriverci una storia: ci trascina in un incubo dove la verità è un concetto fluido e la nostra stessa mente può diventare il nostro peggior nemico.​

Ecco perché, se amate il genere, questo è un libro che dovete assolutamente “divorare”.​

Immaginate di essere Hannah Herbst, la più stimata esperta tedesca di linguaggio del corpo. Siete una “macchina della verità” umana: leggete i micro-movimenti dei muscoli facciali, quegli impulsi involontari che durano una frazione di secondo e che rivelano l’emozione pura, prima che il cervello possa mascherarla con una bugia.​ Ora, immaginate di risvegliarvi in una stanza d’albergo, legata, senza alcun ricordo degli ultimi giorni a causa di una recente operazione chirurgica. Davanti a voi, un video. Nel filmato, siete voi a confessare l’omicidio della vostra stessa famiglia.​

Il conflitto è atroce: Hannah non può leggere il proprio volto nel video perché la sua memoria è frammentata, eppure la prova visiva sembra schiacciante. È una vittima di una manipolazione diabolica o è davvero il mostro che il video descrive?​

Ciò che solleva “Mimica” sopra la media dei thriller è l’accuratezza tecnica. Fitzek ha collaborato con esperti reali di comunicazione non verbale per descrivere il lavoro di Hannah. Il libro esplora come il nostro corpo comunichi costantemente, anche quando cerchiamo di stare in silenzio. ​Il concetto di micro-espressione diventa il perno della narrazione: quei piccoli segnali di disprezzo, paura o colpa che Hannah cerca disperatamente di rintracciare nei propri ricordi per scagionarsi o per condannarsi definitivamente.​

​La scrittura è esattamente come ce l’aspettiamo da Fitzek: scorrevole, cinematografica e priva di tempi morti. I capitoli brevi agiscono come scariche di adrenalina che spingono a dire “ancora uno e poi smetto”, finché non ci si ritrova alle tre del mattino a leggere l’ultima pagina.​ La forza del romanzo risiede nel senso di disorientamento: come lettori, siamo costantemente in bilico tra il credere alla protagonista e il sospettare di lei. Fitzek gioca con i nostri sensi, manipolando la realtà così bene che, a metà libro, non saprete più cosa sia vero e cosa sia frutto di una mente traumatizzata.​

“Mimica” è un viaggio claustrofobico nella fragilità della memoria umana. Lo consiglio a chi cerca una lettura che faccia perdere il senso del tempo, è affascinato dalla psicologia e dal linguaggio segreto del corpo e ama i finali che ribaltano completamente tutto ciò che si pensava di aver capito.​

Una domanda per voi: Se vedeste un video in cui commettete un crimine che non ricordate, vi fidereste dei vostri occhi o del vostro istinto?

Gabriella Di Crescenzo